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Prossimi concerti

I Kutso, la band romana che mescola Michael Jackson e Totò

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Si chiamano Kutso, e si pronunciano come la parola che indica volgarmente l’organo sessuale maschile. Sempre più conosciuti nel circuito musicale alternativo dopo aver vinto l’edizione 2011 Martelive, propongono un genere musicale pop rock. “Un miscuglio – dicono loro – tra Michael Jackson, Totò, i Beatles, Giorgio Gaber, i Nirvana e Lucio Battisti. Addirittura Nietzsche e Pasolini”. E vengono dai Castelli. Il 19 gennaio suoneremo dal vivo al Qube di Roma. Paese Sera ha intervistato il cantante Matteo Gabbianelli DI DANIELE COLTRINARI

Si chiamano Kutso. Si pronunciano come la parola che indica volgarmente l’organo sessuale maschile. Sempre più conosciuti nel circuito musicale alternativo, potrebbero consacrarsi definitivamente quest’anno nella nostra città, dopo aver vinto l’edizione 2011 Martelive e il “premio tutto digitale”, all’interno del M.e.i, (Festival della Produzione Musicale e Culturale Indipendente Italiana) per l’uso creativo della musica. Il loro genere musicale potrebbe definirsi pop rock, dicono di proporre un miscuglio tra Michael Jackson, Totò, i The Beatles, Giorgio Gaber, i Nirvana e Lucio Battisti. Addirittura Nietzsche e Pasolini. I Kutso provengono dai Castelli Romani e precisamente da Marino. La band è composta da quattro elementi: Luca Amendola (basso), Donatello Giorni (chitarra), Alessandro Inolti (batteria) e Matteo Gabbianelli (Voce), quest’ultimo intervistato per Paese Sera.

La vostra storia comincia nel 2005, dopo alcuni anni, si comincia a parlare di voi nell’ambiente musicale romano sempre di più. Una curiosità, perché vi chiamate e vi “pronunciate” in questo modo?
A scuola mi piaceva storpiare le parolacce in un’inglese tutto mio, scrivendole sui banchi. Un modo tutto “romano”, per dire le parolacce in inglese! Il nome indica poi anche la voglia di combattere una certa ipocrisia e provincialismo, spesso presente nella musica italiana.

Qualcuno potrebbe pensare di essere di fronte a una pop band con un taglio demenziale, sia per il vostro nome che per i testi delle vostre canzoni. E’ così?
Assolutamente no. Non siamo demenziali, ascoltando i nostri testi, certamente esilaranti, vogliamo mandare dei messaggi d’impatto, energici e positivi. C’è bisogno di svegliarsi in questo mondo, cerchiamo di dare un nostro contributo con la musica che proponiamo.

Nell’epoca digitale ormai è sempre più difficile vendere dei dischi, come vivete e cosa ne pensate di questa situazione? Colpa di Internet?
Viva Internet. Ormai la maggior parte delle persone che ascolta musica, scarica gratis i propri artisti preferiti. Io credo molto nella promozione in rete, un’opportunità unica nella nostra epoca. Come Kutso vogliamo incrementare il numero delle nostre esibizioni dal vivo, rendere i concerti delle vere e proprie feste.

Vi siete esibiti in locali come Il Circolo degli artisti lo scorso anno a settembre,sempre nel 2011 c’è stato un vostro concerto a novembre presso Stazione Birra. A quando una nuova esibizione nella capitale?
Giovedì 19 gennaio dalle 21.30 suoneremo dal vivo al Qube di Roma e presenteremo in anteprima il videoclip di una nostra canzone, E mi eccito. Sarà possibile inoltre durante la serata, acquistare un nostro Ep con 4 tracce musicali al suo interno e un nostro video. Nell’epoca digitale, può comprare un tuo album e/o un tuo singolo chi già ti conosce e ti ha sentito suonare, anche dal vivo”.

di Daniele Coltrinari

http://www.paesesera.it/Cultura-e-spettacolo/Musica/I-Kutso-la-band-romana-che-mescola-Michael-Jackson-e-Toto

Prossimi concerti

Intanto ROCK /EM ALL vi da in benvenuto e poi vi chiedo subito di parlarci della band in linea generale, dove nasce e cosa significa il nome che avete scelto e infine il vostro sound particolarissimo e di grande impatto ed effetto, sarà mica colpa dell’ottimo vino che avete a Marino ahahah?
Ciao a tutti, Dal 2006 ci barcameniamo tra scherzo e provocazione con un linguaggio musicale gioiosamente frenetico. La nostra musica solare, ma irriverente è il tappeto sonoro di testi segnati da forti dosi di simpatico disfattismo e smielato sarcasmo. Nei live tendiamo al nonsense, misto a disperazione e movimenti inconsulti, invettive e travestimenti estemporanei, il tutto immerso in un’atmosfera surreale e sgangherata. Dopo aver aperto gli show di Bugo, Radici Nel Cemento, No Braino, Bud Spencer Blues Explosion, Roberto Angelini e Pier Cortese ed aver vinto innumerevoli contest tra cui l’Heineken Jammin’ Festival (2007), abbiamo pubblicato nell’estate 2011 il nostro primo EP “Aiutatemi”, prodotto dall’etichetta 22R, contenente la traccia video con cui abbiamo vinto il premio per la tecnica al M.E.I. 2010. Il nome si legge “cazzo”. Io (Matteo) lo scrivevo sui banchi del liceo insieme ad altre parolaccie camuffate da improbabili parole inglesi.
A proposito, parlateci della scena locale dei castelli e anche romana ovviamente!
A Roma c’è molto fermento e ho scoperto, girando l’Italia, che non stiamo messi neanche tanto male, essendoci molti spazi per suonare. L’unico enorme problema, come al solito, sono i soldi che mancano. A dire il vero, di tutta la musica indipendente che si produce dalle nostre parti, il 90% è merda, ma c’è quel 10% importante che fatica ad avere sbocchi soprattutto perché quella che dovrebbe essere l’audience, cioè i ragazzi, è abituata a pensare che assistere ad un concerto di musica emergente o underground sia una rottura di palle, un favore che di solito si fa ad un amico musicista che ti chiede “mi vieni a vedere?”. In effetti spesso hanno ragione…a mio parere i primi responsabili della disaffezione della gente nei confronti della musica sono i musicisti stessi che si lodano e si sbrodano con brani prolissi, astrusi, senza capo né coda finendo a parlare da soli come dei pazzi.
Avete sempre sognato di far e musica oppure avevate idee diverse da piccoli? cioè ”da grande farò il pompiere, il dottore, l’astronauta ecc.
Io personalmente (Matteo Gabbianelli, Voce) volevo fare lo spazzino perché mi piaceva l’idea di stare in piedi sul camion della spazzatura. I più giovani non possono ricordare che una volta sui camion della nettezza urbana c’erano due operatori che spostavano a mano i secchi dell’immondizia.
Cosa bolle in pentola? progetti futuri, tour, video, sito, myspace, facebook ecc. insomma lasciate i vostri saluti e contatti!
Stiamo suonando il più possibile, dovunque ci chiamino, cercando di migliorare sempre più il nostro spettacolo per promuovere al meglio il nostro EP…Stiamo inoltre lavorando al nostro prossimo video con Michele Baruffetti. Si tratterà di un video con spezzoni live sullo stile di Lithium dei Nirvana.
L’artista o band (italiana o straniera) più sottovalutata e quella più sopravvalutata secondo voi, sempre nell’ambito rock/metal è ovvio!
Sottovalutata: i kuTso sopravvalutata: i kuTso
www.myspace.com/kutso

http://www.rockemall.it/index.php?option=com_content&view=article&id=96%3Akutso-interview&catid=40%3Ainterview&Itemid=64

Musica e risate: a Roma è KuTsO mania

Prossimi concerti

“Dal 2005 andiamo in giro ad elemosinare visibilità in ogni dove, sgomitando tra i disperati per ottenere una recensione, un passaggio radio, un’opportunità qualunque, un ‘bravi’, una carezza di conforto”: Matteo Gabbianelli presenta in modo senz’altro esilarante il progetto di cui è voce e fondatore, quello dei KuTsO, pop band romana completata da Donatello Giorgi, Luca Amendola ed Alessandro Inolti. Testi diretti e pungenti in italiano, carichi di cinico sarcasmo, e presenza scenica da vendere, resa incredibilmente efficace dall’utilizzo di sgargianti ed originali costumi, fanno da supporto a spettacoli live divertenti ed allo stesso tempo puliti ed assolutamente apprezzabili.

“Avendo constatato che i meccanismi del successo sono privi di senso e totalmente slegati dalla logica comune potremmo correre il rischio di sentirci stupidi e ridicoli, destinati a finire nella categoria dei perdenti, dei ‘piegati dalla vita’, di coloro che volevano ottenere una cosa e non ce l’hanno fatta- dichiara Matteo, tra un tuffo e l’altro dal palco, abitudine a lui particolarmente cara – Tuttavia fare musica è l’unica attività che amiamo visceralmente e noi, con sommo piacere e goliardia, la sfruttiamo per denigrare quello strato impermeabile di gente inutile e spregevole che circonda i canali ufficiali della comunicazione, impedendone l’usufrutto alla maggioranza della popolazione che non ha alcun legame con il potere, né possiede grandi disponibilità finanziarie. La nostra musica, i nostri testi e le nostre performances vogliono smentire il valore e la superiorità culturali degli ambienti ufficiali. Noi siamo i migliori”. Chiaro, no?

Paroloni a parte, i KuTsO hanno avuto il merito di essersi aggiudicati svariati concorsi, tra cui il celebre “Heineken Jammin’ Festival Contest” nel 2007 ed il “MarteLive” nel 2011; inoltre, nell’estate dell’anno ancora in corso, la band ha rilasciato l’Ep “Aiutatemi” su distribuzione 22Records con all’interno il videoclip del brano che dà il nome al disco, vincitore del “Premio Per la Tecnica” al M.E.I. Festival 2011, diretto da Michele Baruffetti. Aperture a realtà del calibro di Bud Spencer Blues Explosion eLe Radici nel Cemento e la realizzazione del videoclip di “Questa Società”, stessa regia del precedente, completano le attuali esperienze di un “KuTsO” di gruppo (a voi l’interpretazione del termine). “Vogliamo avere l’egemonia sul pianeta”, le ambizioni dei quattro. Davvero impossibili?

http://www.cinquegiorni.it/news.asp?id=5503#

Prossimi concerti

Kutso

“Dei cd non ci frega niente”

di Luisa Foti

Sono i vincitori di MArteLive 2011 nella sezione “Musica”. Sono saliti sul palco dell’Alpheus di Roma scatenando gli spettatori, travolti dalla loro anomala, insolita, vitale e delirante energia. Abbiamo intervistato Matteo Gabbianelli, voce dei Kutso, che si ispira alla comicità di Totò ma anche al grunge Kurt Cobain, lasciandosi andare ad esibizioni live stravaganti, movimenti inconsulti, lancio di microfoni, sconclusionate frasi alla “supercazzola” (rif. film Amici Miei) e corse sul palco per uno spettacolo che diventa una maratona musicale…

Ciao Matteo e benvenuto su What’s Up! Abbiamo assistito alla vostra ultima esibizione al MArteLive. Adrenalici, vitali, scanzonati con “supercazzole” annesse…

Ci entusiasma l’eroismo dei nevrotici e la follia dei disperati.

Come nasce il vostro progetto musicale?

Siamo quattro musicisti molto arrabbiati e stanchi dei convenevoli. Ci piace il frastuono e i movimenti scomposti, i ritmi vorticosi e le melodie “maggiori”. Quando ci siamo incontrati, circa cinque anni fa, abbiamo deciso di unirci per sconfiggere l’ipocrisia e il provincialismo della musica italiana.

Ambiziosi. Chi sono i vostri modelli?

La nostra arte è un miscuglio tra Michael Jackson, Totò, i The Beatles, Giorgio Gaber, i Nirvana e Lucio Battisti. Mettici pure Nietzsche e Pasolini và…

Un po’ di tutto, insomma! Avete pubblicato il vostro primo Ep “Aiutatemi” prodotto dall’etichetta 22R, contenente la traccia video con cui avete riscosso un discreto successo. E ora, un cd?

Beh, vogliamo incrementare il numero delle nostre esibizioni, riscuotere cachet più sostanziosi e avere un pubblico più numeroso. Desideriamo che i nostri concerti siano delle feste, ogni volta più grandi e assurde. Dei cd non ci frega niente.

Sul mercato musicale avete le idee chiare. Sullo status dei giovani di oggi?

Alla manifestazione degli indignati, a Roma, mi sono preso i lacrimogeni negli occhi, perché ero in piazza San Giovanni. L’arroganza e la sfacciataggine di questa classe politica sta portando la gente all’esasperazione; persino le forze dell’ordine si sono stufate. Stanno maturando le condizioni per una grande sommossa popolare.

Cosa vi indigna di più dell’attuale situazione italiana, oltre alle note polemiche che riguardano i privilegi della classe politica?

È l’arroganza l’aspetto più odioso. Realisticamente non si può immaginare una società senza furbi e prepotenti, perché fanno parte della natura stessa dell’uomo. Ciò che può cambiare è la presa di coscienza del cittadino medio. Abbiamo ancora il potere di voltare le spalle alla classe dirigente e la possibilità di prenderci ciò che ci spetta. Ci vogliono azioni decise e nette. L’iniziativa di Grillo, per quanto lui la sfrutti al livello mediatico e spettacolare, porta con sé un messaggio chiaro: questa Costituzione ci offre ancora i mezzi per sostituire chi ci governa.

Non volete fare un vostro cd, ma uno a cui sei stato sempre affezionato?

Io a tredici anni mi innamorai di “In Bloom” dei Nirvana e la ascolto tuttora con commozione. Alessandro Inolti (batteria) è un giovane “poghettaro” convertito ai Foo Fighters. Donatello Giorgi (chitarra) è un metallaro grunge “importunatore” di giovani pulzelle e Luca Amendola (basso) è un grande estimatore di musica popolare calabrese nonché noto frequentatore di balere e club privè.

Che tipi… In un tempo in cui la precarietà è una normale condizione esistenziale, consiglieresti ad un amico la carriera artistica?

Certo, in un mondo che non offre opportunità lavorative, ogni attività può diventare un lavoro.

Se non fossi Matteo dei Kutso, chi saresti?

John Texas from Texas

Una “supercazzola musicale” per gli amici di What’s Up?

“Sokotò – furipì – marà – dosà…”

Prossimi concerti

QUEI RAGAZZACCI DEI KUTSO
by GIULIA on NOVEMBER 18, 2011 in INTERVIEW, MUSIC with NO COMMENTS

The music contest of our partner MArteLive has officially a winner: KuTso. Our beloved A&R Zin Giu has interviewed their frontman Matteo Gabbianelli, both in Italian and English. Check out what he has to say, ’cause you’ll need to keep an eye on them!

—- Zin Giu ha intervistato per frestyl il vincitore della sezione musica del MArteLive, Matteo Gabbianelli, frontman e ideatore del progetto KuTso. Il loro stile, il rapporto con la musica live e online, l’autoproduzione e l’estero. Cosa c’è da sapere su questi nuovi provocatori del pop-rock italiano? Non perdeteli di vista.

Irriverenti, espliciti, contro i luoghi comuni, anti-eroi e anti-star. Il vostro è un pop-rock divertente, un po’ demenziale. Le canzoni sono corte, molto “radiofoniche”.

La prima domanda che mi viene in mente è: ci siete o ci fate?

Siamo sarcastici, ma non demenziali. Questo si evince ascoltando con attenzione i nostri testi. Per quanto riguarda la struttura e lo stile dei brani, adottiamo la forma della canzone perché non vogliamo annoiare l’ascoltatore, né tantomeno noi stessi, con brani prolissi e ripetitivi. Inoltre ci piace tutto ciò che è breve ma intenso.

Oggi l’autoproduzione è una strada obbligata per chi vuole iniziare a fare musica. Le band registrano i propri dischi e li presentano direttamente sul mercato. È finita l’era dei provini e della ricerca del mecenate di turno. Voi avete il vostro studio, dove registrate, missate e masterizzate le vostre canzoni.

È un caso oppure siete stati obbligati a rimboccarvi le maniche?

Le circostanze ci hanno obbligati a fare tutto da soli. Tempo fa abbiamo capito che l’isola felice dei professionisti della musica che stanno lì ad aspettare nuovi talenti, in realtà non esiste. Non esisteva neanche quando il mercato della musica godeva di buona salute. Per molto tempo i media hanno spacciato per vera l’illusione che basti essere bravi per farcela. Ma non c’è meritocrazia nel nostro ambiente. Se non si è già in una certa élite, bisogna essere geniali ed estremamente fortunati per emergere davvero. Oggi che la tecnologia permette di produrre dischi di alta qualità con pochi economici mezzi, abbiamo capito che non vale la pena annaspare per tentare di convincere chissà quale casa discografica. Conviene, invece, dedicarsi alla produzione di buona musica, per poi presentarla direttamente al pubblico. Noi abbiamo scelto questa strada e siamo felici dei riscontri che stiamo avendo.

Il vostro ultimo lavoro è un EP di sole 4 tracce. A quando un disco?

Forse anche mai. Fare un disco non rientra necessariamente tra i nostri obiettivi. Quello che vogliamo è crescere, fare canzoni e farle circolare il più possibile. Proporre i nostri brani raccolti in un disco o in ordine sparso non fa differenza.

Parliamo dei vostri concerti. La gente si diverte, si muove, ride, applaude. In che misura un vostro live è intrattenimento, in che misura invece è espressione?

Quando saliamo sul palco esprimiamo noi stessi. Chi fa finta di essere altro finisce per risultare noioso. Poi, è chiaro che un nostro concerto intrattiene il pubblico, nel senso che lo rende partecipe. Ci piace considerare il concerto come una festa. Noi siamo sul palco, altre persone sono sotto. Tutti festeggiamo insieme.

Il progetto Kutso nasce dieci anni fa. Cosa è cambiato da allora per voi e cosa è cambiato secondo voi per la musica in generale?

In realtà dieci anni fa ero da solo ad utilizzare il nome Kutso. In quel periodo ho iniziato a comporre le prime canzoni e a cimentarmi con il computer per registrarle. L’attuale formazione esiste ed è stabile da circa cinque anni. Durante questo nostro percorso abbiamo visto realizzarsi quei cambiamenti che erano nell’aria da tempo. C’è stato il ritorno ad una sorta di artigianato della musica. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto parte di questo processo e ne facciamo parte tutt’ora. Rispetto a dieci anni fa, gli artisti hanno sicuramente più consapevolezza sia dei propri limiti che delle proprie potenzialità.

Caparezza dice: – al primo posto nella classifica digitale, che tu ci creda o meno, c’è solo chi vince i talent- Cosa pensate della diffusione di musica attraverso internet?

Secondo noi internet ha portato una vera rivoluzione. La cosiddetta classifica digitale quante persone rappresenta davvero? La maggior parte delle persone che ascoltano musica e che vanno ai concerti non scarica i dischi a pagamento, ma lo fa gratis. Noi crediamo molto nella promozione in rete. Ormai sono tanti gli esempi di artisti che, attraverso internet, hanno raggiunto una grande popolarità.

MArteLive mette insieme artisti di ogni genere, crea un circuito nel quale si promuovere le idee e supportarsi a vicenda. Come è stata la vostra esperienza da partecipanti e vincitori della sezione musica?

Abbiamo fatto una serie di concerti negli ultimi tempi, tra cui quelli per MArteLive. Durante il concorso ci siamo concentrati sulla nostra esibizione, che per altro è stata abbastanza corta per le ovvie ragioni del contest. Siamo soddisfatti di come è andata.

Pensi che ci sia collaborazione e supporto reciproco tra le band?

A proposito di questo argomento mi trovo a dire una cosa che può risultare fastidiosa. Questa collaborazione non c’è ed è giusto che sia così. La figura dell’artista non è quella dell’organizzatore o di colui che cerca consensi. Tante volte si sentono proposte del tipo: “Facciamo un collettivo di gruppi!”, ma questo non è compito dell’artista. Per arrivare ad esprimere il massimo delle proprie potenzialità bisogna dedicare il tempo alla propria arte. Ecco, tutte le volte che sento parlare di coesione tra i gruppi, penso ad una perdita di tempo.

frestyl è una piattaforma internazionale per promuovere luoghi ed eventi, ma anche per mettere in contatto artisti e addetti ai lavori in giro per il mondo. Come vi ponete di fronte all’eventualità di suonare all’estero? Lo fareste cantando italiano?

Personalmente ho suonato un po’ in tutta Europa, ma in situazioni diverse dal progetto Kutso. Noi siamo aperti a tutto, ma è fondamentale che ciò che facciamo abbia un senso. Mi spiego: andare a suonare a tutti i costi all’estero, quindi organizzare da soli un tour, magari per due soldi e suonare in locali anonimi di fronte a nessuno, servirebbe solo a poter dire: “ho suonato all’estero” oppure “ho fatto un viaggio”. La cosa non ci interessa minimamente. Finché le nostre possibilità ci permetteranno di suonare solo in Italia, noi rimarremo qui. Se poi dovessimo avere l’opportunità di suonare all’estero alle stesse condizioni, specialmente di cachet, di quelle con cui suoniamo in Italia, allora non ce la faremmo scappare.

I testi possono tranquillamente essere tradotti in tutte le lingue del mondo, ma in virtù di una situazione che ci richieda di farlo; non è certo un’esigenza nostra.

Ci sono state delusioni nel passato dei Kutso?

Nella carriera dei Kutso ancora non ci sono state particolari delusioni. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, invece, devo dire che anche io, come tanti, sono stato vittima di sogni di gloria indotti dalle illusioni del music business. Avevo vent’anni e suonavo con Adriano dei Bud Spencer Blues Explosion (Adiano Viterbini, cantante e chitarrista ­NdR). Nonostante avessimo un contratto con Sony Music, quel progetto si rivelò umanamente utile come esperienza in sé, ma una disfatta totale dal punto di vista del cosiddetto successo.

Come lo vedi il futuro alla luce di questo periodo molto positivo per voi?

Il futuro lo vedo positivo perché stiamo lavorando molto per cercare la nostra dimensione artistica e raggiungere i nostri obiettivi, ma questo impegno lo viviamo con assoluta tranquillità. Non sentiamo tensioni e non abbiamo paura di fare passi falsi o perdere occasioni. Cerchiamo di mantenere quella naturalezza che ci ha portato dove siamo. Stiamo a vedere dove altro ci porterà.

Dunque vi cerco su frestyl, dove immagino caricherete tutti i concerti che avete in programma…

Certo, vi terremo aggiornati. Ne approfitto per ringraziare MArteLive per l’opportunità e frestyl per il supporto.

—-

english version

Profane, explicit, antiheroes and antistars. But still you play funny pop-rock, a bit demential. Your tunes are short, so they can work on the radio. The first question I want to ask you: are you really for real?

We are very sarcastic. Everybody can listen Kutso’s songs and find out that they don’t qualify as being demential. The pattern of the songs that we prefer to use is mainly used in pop-music, but that is what really represents us. We don’t want to bore people and much less ourselves playing lenghty and ripetitive songs. Also we like everything that’s short but intense.

Today there are more and more bands that record music by themselves. You are one of those. Indeed, you work in your private studio, where you record, mix and master your tunes. Is this a coincidance or were you forced to learn the DYI-way in order to publish your work?

Circumstances made us do it all by ourselves. A long time ago we realised that there really is no safe heaven for the professional musicians, where they could wait for us. It did not exsist even in the times when the market of music was in good health. For long time there was a false belif, spread by the media, that you need only to be talented to reach the top. But there’s not meritocracy in the music business. If you are not in some elite circle already, you must be a genius and also very lucky to become famous. Today the technology enables musical production of high quality even with scarse economic means, so we think it is better to spend our energy to make music for the people instead of convincing some music lables to invest in our project. Now, because of that, we are happy to see a positive feedback.

Your last work is a four tracks EP. When will you release an entire album?

Maybe in the future, maybe never. Making an album is not one of our objectives. What we want is to grow up, make songs and make them available to the largest number of people possible. It is not so important to organize in albums all of our songs.

Let’s talk about your gigs. People have fun, dance, smile, applaud. How much of your show is pure entertainment and how much is self-expression?

We go on stage to show how we are. Those who try to look like something that they really are not, ends up being boring. Of course our show entertains people, because they become a part of it . We like to consider our gig like a party. We are on stage, and people are below us, but we all party together.

The Kutso project was born ten years ago. What has changed since then for you, and for the music business in general?

Ten years ago I was alone in the Kutso project. In that period I started composing songs trying, at the same time, to improve my recordig skills. The current line-up was formed five years ago and it did not change since. In the last years we noticed that changes that were in the air, then became real. Now the music production is made mainly by the bands themselves. We are, with our humble contribution, a part of this changing process. Looking back, I think that artists are more aware of their limits and their potentials.

Caparezza (a famous Italian singer-songwriter) says: ‘’at the top of the online music charts, there are only tv stars’’ What do you think about the online music distribution?

I think that Internet brought a real revolution in the world of music. The online music charts do not represent the majority of people. We know that people use Internet to download music but the majority of those are illegal ones that do not pay for it, so they do not appear in those stupid statistics. We belive in the independent online promotion. Already there are many artists that gained popularity over Internet.

MArteLive is an organization that put together artists of every genre to create a circle in which they can mature and share their works. You won MArteLive music contest, what can you tell us about this experience?

We did a series of gigs recently, some of those for MArteLive contest. We were focused on our show, that due to obvious reasons, was particulary short. It was a good experience, we are satisfied.

Do you think that exists a collaboration between bands?

What I am going to say may sound strange. There is no collaboration between bands and I think it is justified. The real artist is not a person that seeks to organize events and neither to include any other band in any promotional project. Many times I hear proposals like ‘’Oh let’s make something together!’’ but that is not the real mission of an artist. To arrive to a point in which we can express our full potential we have to dedicate ourselves to our project. All kinds of collaborations for me sound like a waste of time.

frestyl is an international network that supports the promotion of venues, artists and events, and also creates contact between artists and promoters all around the world. What do you think about the idea of playing abroad? Would you do it by singing in Italian?

Personally I played in almost the whole Europe, but not as a member of Kutso. We are available for all kinds of projects, but only if we see any value for us. I’ll explain myself: going abroad to play at any cost, organizing a tour by ourselves in which we play almost for free, in empty places… we are not interested in doing all of this; only to say that we played abroad or we went somewhere. Up to a moment in which we are able to play only in Italy, we will stay here. If we will have the opportunity to play abroad in the same conditions as in Italy, we will take it.

Our lyrics can be translated in every language of the world, but only if we have the need to do it for people.

Were there any disappointment in the past of Kutso?

There were no particular disappointments in Kutso’s career so far. Personally, my previous band before Kutso was a good experience on the human aspect, but turned out to be a waste of time regarding the so-called “success”. I was twenty years old and I was playing with Adriano of Bud Spencer Blues Explosion (Adriano Viterbini, singer and guitarist-Ed). We had a contract with Sony Music but nothing came out of it.

Enlightened by this positive period for Kutso, what can you make out of the future?

I am positive about the future. We are working a lot to find out our real artistic expression but we are doing it without any pressure. We are not afraid to make mistakes, and we want to keep the spontaneity that brought us here. Let’s see where this will take us.

So I’m going to find you on frestyl where you will upload all of your tour dates…

Of course! I want to thank MArteLive for the opportunity and frestyl for the support!

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Ai primi 10 fan fuori dalla Regione Lazio che commenteranno uno dei nostri video nella

pagina”MEDIA”, sarà spedito in omaggio il nostro primo EP : AIUTATEMI!!!

 

Affrettati.

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Aiutatemi sto in fissa coi kuTso

Posted by Elettra Costa | Filed under Album/Demo/EPRoma Underground

È uscito il primo ep ufficiale deiKutso. Ed è Energia.
La band è composta da quattro elementi Matteo Gabbianelli alla voce, Giacomo Citro al basso,Donatello Giorgi alla chitarra/cori eAlessandro Inolti alla batteria/cori.
Della loro bravura si sapeva già dalle performance messe in rete dalla band e apprezzate da migliaia di internauti nonché dagli organizzatori del premio Tutto Digitale all’interno del M.E.I. che ha premiato per l’uso creativo della tecnica,il lorovideo Aiutatemi diretto da Michele Baruffetti. Un video colorato, allegro e vivace. Come anche quello della canzone Questa Società. Autoironici e simpatici sono piacevoli a vedersi e soprattutto a sentirsi. Dal vivo, dall’ep e da Youtube. Sono veramente bravi. Coinvolgenti e capaci. Sono riusciti ad equilibrare bene i suoni in ogni pezzo dando un risultato vincente.
I testi sono ironici e attuali. Una critica alla società contemporanea in chiave completamente originale. Tutto ciò che è deprimente diventa automaticamente una risata.
Uno stile particolare che li rende unici. Non è casuale il fitto numero di date fatte e da fare. La band di Marino che ha conquistato molti cuori, si sta facendo strada a testa alta nel panorama underground romano e non solo. Un gruppo che consiglio di andare a sentire. Si vede che amano suonare, farsi ascoltare e far divertire. Tutte le prossime date sono sul loro MySpace dove potrete acquistare anche un ep che vale la pena di avere.
E.C. 

 

http://cheapsound.altervista.org/kutso-aiutatemi/

prova calendario

Domanda di rito, come sono sono nati i Kutso?

Io (Matteo Gabbianelli) ho cominciato a scrivere canzoni con questo pseudonimo nel 2000. Da ormai 4 anni la line up stabile è la seguente: Matteo Gabbianelli (voce); Donatello Giorgi (chitarra/cori); Alessandro Inolti (batteria/cori); Giacomo Citro (basso/cori).

Come nasce una vostra canzone nel kuTso Noise Home?
Sempre io (Matteo) mi metto sul letto con una chitarraccia acustica buttando accordi e melodie a caso e cantando in finto inglese. Successivamente sostituisco l’inglese maccheronico con l’italiano e porto il brano in sala. Lo suoniamo un po’ di volte insieme decidendo così l’arrangiamento e la direzione musicale da dare alla canzone. Quando siamo convinti, ci chiudiamo in studio (kutso noise home appunto) per registrare, missare e masterizzare il tutto.

Che cosa vi ispira?

Compongo canzoni per evitare di compiere concretamente ciò che scrivo nei testi: suicidio, omicidio, insulti vari, danni alla persona. Musicalmente le nostre radici affondano nel rock degli anni ’90 (Nirvana, Weezer, Afterhours), nel pop dei ’70 ’80 (Rino Gaetano, Lucio Battisti, David Bowie) e in tutte le canzoncine maggiori e solari degli anni 50/60. Mettici anche i Beatles e i Deep Purple.

Perchè avete scelto di distribuire la vostra musica tramite un network come Jamendo, e non passando attraverso un’etichetta discografica

Non è stata una scelta, ma un’imposizione della realtà musicale italiana. Gruppi “emergenti” come il nostro, che “emerge” da 10 anni, non hanno altri canali se non quelli gratuiti. Le case discografiche non hanno interesse nelle novità, sono distratte, non si accorgono di nulla e propongono sempre la stessa merda. Viceversa non volevamo mettere online a pagamento le nostre canzoni per far fare i soldi ad I-tunes o Jamendo in cambio di niente o quasi; quindi da ormai 7 anni tutti i nostri brani sono scaricabili gratuitamente sul nostro sito www.kutso.com.Noi siamo contrari a tutte le grandi concentrazioni di potere; ahimé anche Jamendo lo è, infatti avevamo tolto le nostre canzoni dal portale e non so perché invece siano ancora disponibili. Se la gente ci vuole ascoltare che vada sul nostro sito o meglio, venga ai nostri concerti.

Il 17 Giugno 2007 avete vinto le selezioni per suonare all’ HEINEKEN JAMMIN’ FESTIVAL, com’è suonare in un palcoscenico del genere?

Eh eh, purtroppo non abbiamo suonato perché quello fu l’anno della “Grande Tempesta” che fece saltare tutto il festival…per fortuna non facemmo in tempo neanche a partire da Roma, almeno non abbiamo ulteriormente “rosicato” per il viaggio a vuoto.

In un vostro video mi sembra di aver visto del materiale di Guitar Hero, come ve la cavate?

Non abbiamo mai giocato a guitar hero , ci siamo fatti prestare quella roba perché fare il playback con strumenti veri sarebbe stato uno sforzo eccessivo e anche una buffonata inutile. Abbiamo pensato: se il video dev’essere una farsa, che lo sia fino in fondo.

Nella vostra biografia ho scoperto che avete fatto una tournée in Francia con il Fronte Popolare Per la Musica Libera, ci potete spiegare che cos’è?

Sì ci siamo esibiti a Nancy e Metz in teatri e cenacoli letterari. E’ stata un’esperienza molto bella sia dal punto di vista interiore che formativo. Si trattava di esibizioni itineranti insieme ad artisti da tutto il mondo. Mescolavamo la musica con la declamazione di versi e l’arte figurativa. Una volta ci siamo esibiti davanti ai degenti di una clinica per disturbi mentali. Il Fronte Popolare Per La Musica Libera è un’iniziativa di un “manipolo” di musicisti ed artisti romani che promuove la divulgazione libera dell’arte e dei contenuti in genere.

Ho visto anche che avete collaborato con un artista del calibro di Fernando Arrabal. Che cosa vi ha lasciato la collaborazione con lui?

Fernando Arrabal è un pazzo scatenato nonché scrittore, regista, poeta e co-fondatore del “Movimento Panico”, Un modo di vivere nella totalità, ispirandosi al dio Pan. Noi facemmo da band alla sua unica esibizione italiana nel novembre del 2007 a Roma insieme a Mario Salis e “Mr Sacha”.

Che rapporto avete con il vostro pubblico?

Ci divertiamo e piangiamo insieme.
Da chi pensate sia costituito?

Da tutti.

L’arte assume mille forme di espressione e voi usate una musica “insolente, rotonda, sorridente e incazzata” per esprimervi.

Quali sono i messaggi che volete far arrivare al pubblico?

Più che messaggi, si tratta di un’intenzione, uno slancio emotivo e irrazionale verso il nulla.

Parlando del mondo della musica hai detto: “Facciamo finta che ciò che ci sta intorno sia stupendo, migliore e a un certo punto ce ne conviciamo…. quando avviene questo, il passo successivo è solo il baratro, perché la realtà arriva sempre prima o poi a risvegliarci dai sogni, dalle illusioni, dalle convinzioni comode e su misura…..a meno che non sopravvengano la follia o la morte a salvarci dalla delusione che ci aspetta”.
Cosa ti senti di consigliare a chi entra nel mondo della musica/spettaco?

Magnate, bevete e scopate bene, il resto è solo un abbaglio.

 

 

http://www.radiospin.poloprato.unifi.it/?p=226

 

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Domanda di rito, come sono sono nati i Kutso?

Io (Matteo Gabbianelli) ho cominciato a scrivere canzoni con questo pseudonimo nel 2000. Da ormai 4 anni la line up stabile è la seguente: Matteo Gabbianelli (voce); Donatello Giorgi (chitarra/cori); Alessandro Inolti (batteria/cori); Giacomo Citro (basso/cori). [..]